Il Fico: il frutto e la sua storia

 

fichi

Il fico, unitamente all’ulivo di cui l’azienda Guglielmone offre una rassegna di piante secolari e di giovani e vigorosi virgulti, è diventato simbolo del paesaggio mediterraneo ed oggi rappresenta una perla della produzione agricola della Calabria e della provincia di Cosenza in particolare.
Il fico appartiene alla famiglia delle Moraceae (genere Ficus, specie: carica L.).
I frutti freschi hanno un contenuto zuccherino che va dal 15 al 20%; in quelli secchi il contenuto sale a circa il 60%.
I frutti secchi possono essere conservati per lunghissimi periodi. 100 grammi di fichi freschi forniscono 50 calorie, secchi ne forniscono 250.
Oltre che di vitamina A, il fico è ricco di potassio, ferro e calcio.
Il contenuto d'acqua differisce notevolmente tra freschi e secchi (80% nei primi, 20% circa nei secondi).
I fichi essiccati sono pertanto 5 volte più calorici dei fichi freschi .

Il nome scientifico (Ficus carica L.) indica la provenienza dell'albero dalla Caria, provincia romana dell'Asia Minore, dalla quale furono importati gli innesti per il fico nostrano.
Il fico vegeta in tutte le regioni che circondano il Mediterraneo, come testimonia la descrizione della morte della regina Cleopatra che, si narra, fu uccisa dal morso di un serpente velenoso nascosto in un cesto pieno di fichi maturi.

Fu uno di questi frutti che fece prendere al Senato romano la decisione di distruggere Cartagine. In una seduta in cui si doveva deliberare se muovere guerra con questa potenza, Catone, mostrando ai suoi colleghi un fico disse: “Da quando credete che questo fico sia stato raccolto? A giudicare dalla sua freschezza, è poco tempo. Ebbene questo fico tre giorni fa era a Cartagine. Giudicate quanto il nemico ci è vicino!” (Carthago delenda est).

Nell’antica Grecia il commercio di fichi era regolato da un’apposita autorità i cui rappresentanti erano i Sicofanti, incaricati di denunciare chi contravveniva alla legge.